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ORIGINI E SCOPI
Tutti appartenenti alle Forze di Polizia, siamo gli eredi di Arthur Troop, funzionario di polizia nato il 15 dicembre 1914 nella Contea del Lincolnshire che, nel 1949, insieme ad altri suoi colleghi e con il sostegno di Sir Hugh Turnhull, Commissario della City di Londra, ebbe l’idea di pensare alla creazione di un’associazione volta a curare l’unione, la collaborazione e l’affratellamento degli appartenenti alle diverse forze di polizia. Il fine era mirato a migliorare la professionalità e instaurare relazioni di interesse sociale e culturale tra gli operatori del settore operanti a livello locale, nazionale e internazionale.
Alcuni adolescenti, figli di poliziotti tedeschi e inglesi, furono i protagonisti di una delle prime iniziative della nascente IPA che, per l’epoca e per due nazioni che uscivano dagli orrori della guerra, costituiva un evento straordinario.
Sentimento e sogno, caratteristiche che da sempre contraddistinguono l’essere umano, sostengono costantemente Arthur Troop sino al 1° gennaio 1950, momento in cui vede gli albori la Sezione Inglese di cui lo stesso Troop ne è il primo segretario.
La visione continua e la “voglia di affratellamento” si diffonde a macchia d’olio sino ad approdare in Scozia e Norvegia, per proseguire poi alla volta di Olanda e Belgio, Germania e Svizzera.
Il 1966 segna una tappa fondamentale perchè è quella del Congresso Internazionale di Parigi. La “città della luce” sarà eterna testimone del raggruppamento di quelle giovani Sezioni che danno vita all’ International Police Association. Un lavoro faticoso, un sogno diventato realtà. In questa sede viene anche scelto il motto dell’I.P.A. che con tre parole in Esperanto, lingua universale, vuole particolarmente evidenziare il carattere internazionale dell’Associazione. “Servo Per Amikeco”, servire in amicizia...parole che non hanno bisogno di spiegazioni.
Nel 1957 è la volta dell’Italia e Napoli fa da cornice alla nascita della sezione italiana.
L’ I.P.A. cresce espandendosi oltre ogni confine e con la caduta del Muro di Berlino nel 1989, l’associazione emerge anche nell’Est europeo.
L’ Associazione è presente in 62 nazioni con circa 450,000 soci di cui 15.000 sono italiani.
Fermamente apolitica e stimata, l’I.P.A. si è guadagnata in ambito internazionale il riconoscimento di Organo Consultivo del Consiglio Economico e Sociale dell’O.N.U., del Consiglio d’Europa e dell’O.A.S., ricevendo in ultimo quello di Organizzazione non Governativa dall’UNESCO.
Arthur Troop l’aveva di sicuro sognata così e tuttora, a distanza di più di cinquanta anni, nel promuovere gli stessi valori associativi, l’International Police Association incrementa ora la sua professionalità inserendosi maggiormente nel contesto sociale dove, più che in ogni altro campo, serve una presenza che sia in grado di sostenere con fermezza quei principi di legalità molto spesso dimenticati.
In campo nazionale, in virtù del nuovo Statuto e Regolamento di Attuazione da poco adottati, la Sezione Italiana é inserita tra le forme di associazionismo previste dalla Legge 7 dicembre 200 n. 383 che disciplina le associazioni di promozione sociale, una nuova dimensione che le permetterà di proiettarsi con più risorse negli innumerevoli progetti che si prefigge di realizzare. Non potendo essere un’associazione di volontariato, tuttavia l’I.P.A. promuove tale forma con l’attuazione di programmi di carattere socio-
La 20^ Delegazione I.P.A. Valle d’Aosta, presente sul territorio sin dal 1982, date le dimensioni ridotte del nostro territorio e l’esiguo numero di abitanti che lo popolano, ha l’opportunità di vivere più strettamente la realtà che contraddistingue la società valdostana. La vicinanza con Francia e Svizzera, benché offra sicuramente la possibilità di conoscere culture diverse, altro non è che un vantaggio per ampliare il principio internazionale dell’associazione stessa. Nel contesto sociale, la Delegazione continua a collaborare con istituzioni ed enti locali che già l’hanno riconosciuta quale collegio più idoneo per promuovere didattica negli istituti scolastici su argomentazioni ben delineate. La collaborazione con altre forme di associazionismo permette inoltre la continuità nella pianificazione e realizzazione di attività in cui emerge sempre di più la volontà di rafforzare quel legame invisibile che lega da sempre gli appartenenti alle forze dell’ordine con i cittadini, con il solo fine di migliorare la società in cui viviamo.